CORSO ARBITRI ARCO/RIVA



L’arbitro: una figura spesso contestata in ambito sportivo, ancora di più in campo calcistico dato l’interesse che tale disciplina suscita nel nostro Paese. Capo espiatorio su cui puntare il dito in caso di sconfitta della propria squadra del cuore, il compito dell’arbitro viene visto con sospetto e di frequente etichettato in maniera rigida e negativa. Intraprendere questa attività suscita verso coloro che ci stanno vicino, parenti e amici, sentimenti di stupore e di diffidenza: “Ma chi te lo fa fare?”, “Avrai tutti contro!”, “Sai quante te ne sentirai?”.
Cosa ha spinto allora 7 giovani ragazzi di età compresa fra i 16 e i 20 anni (3 dei quali ex calciatori) a seguire il corso di arbitri di calcio ed a sostenere poi l’esame presso la sezione di Arco/Riva? Ho voluto approfondire le ragioni e le motivazioni che li hanno spinti a fare questa scelta, rivolgendo loro tre semplici domande:
1) Cosa vi ha spinti a fare il corso?
La grande passione per il gioco del calcio, la volontà, la curiosità e, perché no?, la disponibilità a provare una nuova esperienza vivendola con occhi diversi, il desiderio di far rispettare le regole ed un modo alternativo e sano per impegnare il proprio tempo libero.
2) Che ambiente avete trovato e quale vi aspettavate?
Siamo partiti con l’idea di trovare un mondo rigido, serio, impostato, dovuto probabilmente all’immagine non proprio rosea che esce dai giornali e dalla televisione, relativamente agli arbitri di calcio. Abbiamo invece sperimentato un ambiente amichevole, socievole, divertente e positivo. Buoni i rapporti intrapresi con i futuri colleghi. Siamo soddisfatti della gestione del corso, che ci ha portati a trascorrere piacevoli serate.
3) Cosa vi aspettavate da questa esperienza?
In noi c’è la voglia di emergere, di far bene, la volontà di calcare campi sempre più importanti, di conoscere nuove persone e stringere nuove amicizie, nonché da ultimo, ma non ultimo per importanza, maturare sotto l’aspetto emotivo. Non nascondiamo la nostra preoccupazione per i futuri esordi sui campi, ma riteniamo di possedere le giuste motivazioni per fare bene e maturare partita dopo partita.
Ascoltando la voce di questi giovani ragazzi si può capire cosa sia realmente l’AIA e si può intuire, attraverso le loro parole, le emozioni e che genere di ambiente hanno trovato. Ma l’AIA è sicuramente ben più di questo, vista la molteplicità delle sfaccettature che presenta questa associazione, che è una delle più grandi a livello italiano. Essere arbitri di calcio è molto di più dell’indossare la divisa nera sul terreno di gioco: è un modo di vivere lo sport e la vita in modo sano nel rispetto delle regole; è un modo per conoscere persone e luoghi nuovi, è la possibilità di riuscire a guadagnarsi un po’ di soldini per togliersi qualche sfizio personale senza dover sempre pesare sulle tasche dei propri genitori… è l’opportunità di poter assistere alle partite di qualunque campionato (dalla serie A ai campionati regionali), attraverso la tessera federale che permette ad ogni associato l’accesso in qualunque stadio d’Italia….è questo ma anche molto molto altro che vi invito a conoscere personalmente più da vicino.
A marzo inizieranno dei nuovi corsi nelle 3 sezioni della provincia di Trento. Chi fosse curioso di conoscere e vivere questa nuova esperienza può contattare i riferimenti sotto riportati:
Arco/riva: arcoriva@aia-figc.it ; 0464/517188
Rovereto: rovereto@aia-figc.it; 0464/431731
Trento: trento@aia-figc.it; 0461/911261.

Pia Russo

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